Yahoo! e Microsoft: nuovo malware attacca i sistemi di messaggistica istantanea
12/03/08
Yahoo! Messenger e Windows Live Messenger, note applicazioni di instant messaging, sono stati recentemente colpiti da una nuova forma di malware che è in grado di infettare il PC del malcapitato utente senza la necessità di interagire con esso.
Dai primi test sembra che questo malware non abbia bisogno che un determinato file malevolo venga aperto o che venga scaricato alcun contenuto dalla Rete; ha inoltre la capacità di auto-inviarsi a tutti i contatti presenti nella contact list del malcapitato utente.
Indizi sulla presenza di tale malware sul proprio pc sono gli avvisi che vengono mostrati all’utente in fase di navigazione (contenuti pubblicitari o pornografici).
Attualmente i sistemi antimalware non riconoscono la minaccia, né Microsoft e Yahoo hanno pronte soluzioni al problema.
Furto dati via USB: è slurping
07/03/08
Sono in aumento i casi di ‘slurping’, lo segnala Norman,società leader nel campo della protezione dei dati informatici.
Lo slurping altro non è che il furto di dati via USB: tramite penne USB, lettori Mp3 o iPod il malintenzionato ottiene informazioni dal computer a cui sono collegati i suddetti dispositivi.
Le potenzialità per il furto di informazioni aziendali riservate sono in crescente aumento, considerata anche la sempre più elevata capacità di storage dei modelli più recenti di questi dispositivi.
Firma digitale: qualche problema per Thunderbird
05/03/08
Il client di posta Thunderbird è affetto da un bug che impedisce la visualizzazione di allegati in formato *.p7m.
L’estensione *.p7m definisce file o documenti su cui è stata apposta una firma digitale, allo scopo di attestarne la provenienza e l'originalità. Tale formato viene utilizzato dalle Pubbliche Amministrazioni italiane per lo scambio di messaggi di posta elettronica con documenti allegati ed è previsto da una normativa.
L'interpretazione errata dell'estensione di questo tipo di file non li farebbe apparire nella lista degli allegati, sebbene i suddetti file siano effettivamente presenti nei sorgenti dei messaggi.
Dal momento che tale formato è impiegato molto nelle Pubbliche Amministrazioni italiane, alcune PA che avevano deciso di migrare verso il client open source Thunderbird sono state costrette a tornare sui propri passi.