A cosa erano dovuti i numerosi attacchi contro la piattaforma di Mountain View durante la fine dell'anno passato? Sembrerebbe che i crackers fossero intenzionati ad impossessarsi del sistema utilizzato da Google per la gestione delle autenticazioni nei suoi servizi.
Gli attacchi alla fine avrebbero avuto successo e Gaia, questo il nome della tecnologia per la gestione delle credenziali utilizzate da Google, sarebbe finita nelle mani di utenti malintenzionati; Mountain View sarebbe stata informata dell'accaduto sin dall'inizio.
Gaia, il cui vero nome è Single Sign-On, è un sistema centralizzato per il controllo delle sessioni di login, grazie ad essa è per esempio possibile accedere con le stesse credenziali a diversi servizi di proprietà di Google come per esempio YouTube e Gmail.
Nonostante l'accaduto, per i dati degli utilizzatori non dovrebbe esserci alcun pericolo, i tecnici di Google avrebbero infatti apportato alcune modifiche al sistema in modo che esso non possa essere utilizzato da esterni per fini illeciti.
I social network allontanano le persone
15/04/10
Più chat e meno chiacchiere: un terzo dei britannici usa la tecnologia per tenere rapporti con famiglia e amici. A dirlo è una ricerca inglese che punta il dito sui social network colpevoli di ridurre il faccia a faccia tra le persone.
Un terzo degli inglesi, infatti, sostiene che i famigliari e gli amici sanno più cose della loro vita attraverso la tecnologia che attraverso il rapporto diretto. Uno su cinque rimane in contatto con i famigliari tramite Facebook o MySpace e uno su dieci dichiara di non avere mai rapporti significativi con parenti e amici de visu, preferendo Fb o Twitter o al massimo e-mail e telefonino. Fin troppo scontata la perdita di dialogo in famiglia: le persone, infatti, si rapportano sempre di più e sempre più liberamente, all'unica condizione che ci sia uno schermo che le possa proteggere.
Sventata la banda di e-Bay
14/04/10
Grazie ad un'operazione Eurojust, le forze di polizia e giudiziarie della Ue, sono riuscite a fermare una banda di 34 persone che truffavano gli acquirenti su e-Bay. L'organizzazione, con elementi sparsi in tutta Europa, utilizzava il canale del noto sito di aste on line per vendere agli acquirenti articoli che in realtà non esistevano. Le indagini sono iniziate in seguito alle denunce dei cittadini che aspettavano invano di ricevere le merci acquistate on line.