Il rapporto sicurezza di Threatscape di gennaio 2010 segnala un avvio intenso del nuovo anno con una presenza dominante di attività malware. Rispetto al periodo precedente, la presenza di malware specifico è raddoppiata, facendo registrare il numero più alto di istanze di codice dannoso mai rilevato. Il periodo è stato contraddistinto anche dagli exploit in circolazione sulla rete con vulnerabilità di alto profilo, destinati ad Adobe PDF e Microsoft Internet Explorer che hanno causato livelli massimi di attività. Secondo gli esperti di sicurezza informatica, fino a quando queste minacce offriranno un vantaggio economico ai malintenzionati che le creano, continueranno a manifestarsi attacchi nuovi e creativi.
Twitter minacciato dal phishing
03/02/10
Molti navigatori iscritti al social network Twitter sono stati invitati a cambiare password dall'amministrazione dello stesso sito. Tramite una e-mal Twitter ha comunicato ai suoi membri che il sito potrebbe essere sotto un possibile attacco di phishing. Per questo motivo, per poter loggarsi, è necessario modificare le proprie credenziali, resettate a scopo precauzionale. Poiché però la mail conteneva un link dove immettere la nuova password, molti hanno ritenuto trattarsi un falso messaggio.
Diversi iscritti hanno lamentato di avere tra i propri "amici" l'utente @THCx: l'invito è di eliminarlo subito. Proprio tale @THCx sarebbe riuscito ad accedere a circa 42.000 account servendosi di NutshellMail, un servizio che consente di inviare o rispondere ai post di Twiter tramite e-mail.
Facebook: attenti agli account, c'è rischio clickjacking
25/01/10
Facebook potrebbe essere esposto al fenomeno di clickjacking: malintenzionati della Rete potrebbero compiere azioni sugli account degli iscritti al social network a loro insaputa. Secondo una recente ricerca, il celebre sito di socializzazione virtuale a causa di alcuni malfunzionamenti, potrebbe fare in modo che i cosiddetti pirati informatici dirottino gli utenti verso siti web modificati per compiere azioni non autorizzate sui loro profili. Questo anche perché le nuove regole sulla privacy consentono alle applicazioni di terze parti di accedere alle informazioni riservate senza un esplicito consenso da parte degli utenti.
Durante la sottoscrizione di una nuova applicazione, agli utenti di Facebook prima veniva sottoposta una finestra pop-up contenente una serie di opzioni per impostare l'utilizzo dei dati caricati sul proprio profilo. Con l'introduzione delle nuove regole sulla riservatezza, l'adozione di tale finestra informativa è divenuta opzionale per i produttori di applicazioni di terze parti, semplificando l'accesso alle informazioni riservate da parte delle applicazioni di terze parti. I dati personali degli utenti risultano quindi meno protetti.